giorno 17
|| spunto 17 ||
La beauty routine, capitolo III.
Sarà che in questi giorni ho una nostalgia pazzesca delle coccole del mio centro estetico, del mio parrucchiere e delle mie cinesine di fiducia sotto casa, fatto sta che la beauty routine occupa uno spazio centrale nei miei pensieri e, quindi, un posto predominante all'interno della sezione spunti del mio blog di clausura.
E quindi oggi parliamo di piedi!
Il pedicure è uno di quei trattamenti base che richiedono tempo e pazienza: quale momento migliore per dedicarvisi? Pensa solo a quante ore hai a disposizione per fare asciugare lo smalto.
Non so per te, ma per me è una cosa complicatissima da fare da sola.
Ecco perché ho cercato un tutorial che rendesse l'operazione più semplice e a prova di Ilaria (cioè me stessa) possibile.
E, su youtube, ho trovato La Vale, una ragazza super sorridente, che propone un pedicure semplicissimo.
Insomma, io sono salva.
E per finire, una nota di ottimismo: in fondo, oggi poteva andare peggio: poteva essere venerdì 17.
|| racconto 17 ||
(datato anno 2009)
- seconda e ultima parte -Alle 22, Ariel, incredula, stava guardando con un principio di pianto negli occhi, la sua tavola ancora intonsa. Sconsolata e rassegnata, ma decisa a non cedere alle lacrime, aveva preso uno per uno i contenitori di cibo forniti dalle amiche e li aveva riposti ordinatamente in frigorifero.
Era molto indecisa sul da farsi. Con Massimo avrebbe voluto fare i conti, ma di certo non si sarebbe messa a fare scene da film di Muccino, tipo andare sotto casa sua, citofonare, litigare, urlare. Decisamente no.
Non aveva nemmeno molta voglia di raccontare alle amiche la mestizia di quella cena mancata, ma di certo il giorno dopo avrebbe dovuto farlo, perché loro avrebbero chiamato per chiedere come fosse andata.
Tanto valeva anticiparle.
"Ragazze, buon Sanvalentinodelcazzo! Vi va un bicchiere di vino ai Tre Scalini?". Invio sms multiplo.
Cecilia, che in quel periodo era single, aveva impiegato all'incirca 10 secondi per rispondere di sì, e pure con un certo entusiasmo che traspariva dal breve testo. E, com'era nel suo impagabile stile, senza chiedere spiegazioni.
Marta, pur avendo lo stesso ragazzo da parecchi anni, odiava le ricorrenze. Ariel l'aveva sempre classificata come più simile ad un maschio, che ad una femmina. E non solo per la questione delle ricorrenze. Era proprio il suo carattere ad essere diverso. Così, anche Marta era nel gruppo.
L'unica che, come era prevedibile, non aveva proprio risposto, era stata Lucia. Lucia si sarebbe sposata a settembre.
Per confermare il fatto che sì, ancora oggi c'è qualcuno che si sposa; e che sì, festeggia San Valentino pur non avendo più l'acne adolescenziale sulla fronte.
Un'ora dopo, Ariel, Cecilia e Marta erano sedute intorno a un tavolino, con una bottiglia di Syrah al centro, tre bicchieri colmi e alcune ma non troppe coppiette ai tavoli intorno.
- È ancora tanto importante per l'umanità questo Sanvalentinodelcazzo?
Aveva esordito Marta.
- Evidentemente sì. A me sarebbe piaciuto festeggiarlo... ma sono single...
- Anche a me Ceci, anche a me. E, in teoria, non sono single.
- Scusa Ariel, è che... non ci hai ancora detto cos'è successo...
- Cecilia ha ragione, che ne è stato dei nostri sforzi culinari?
- Bene ragazze, è andata così. Non ho sentito Massimo per tutto il giorno. Alle sette del pomeriggio, non mi aveva ancora richiamata. All'ennesimo (mio) tentativo di contattarlo, finalmente mi ha risposto al cellulare, con una voce che sembrava provenire dall'inferno e il tono di uno che è pure scocciato.
Ariel aveva fatto una pausa per scolarsi alla goccia il bicchiere di vino, chiamare la cameriera e mostrarle la bottiglia vuota:
- Un altro, per favore.
- Ma certo ragazze. Solidarietà femmine single a San Valentino!
Ariel era stata tentata di replicare, ma poi aveva optato per il silenzio.
- E...?,
avevano chiesto in coro Cecilia e Marta, non appena la cameriera era ripartita alla volta degli scaffali pieni di bottiglie.
- E come vorrei averle a casa io, tutte quelle bottiglie...,
aveva sospirato Ariel, seguendo la cameriera con lo sguardo.
- E???,
avevano domandato di nuovo, spazientite, le amiche.
- E niente, mi ha risposto che s'era appena fatto la doccia perché aveva dormito tutto il giorno, e che mi stava per rispondere all'sms…
- Uh sì, quello lo dico sempre anche io, quando non so che scusa inventarmi!,
aveva commentato Marta, riconoscendosi nell'affermazione. Cecilia l'aveva zittita con lo sguardo, e Ariel aveva continuato, imitando la voce di Massimo:
- Tesoro c'è l'anticipo di Campionato. Vado a vedere la partita da Francesco. Mi sono dimenticato di dirtelo. Non ti dispiace se ceniamo insieme domani, o dopodomani, insomma non so. Vero?
- L'anticipo... la Roma?
Cecilia era scandalizzata.
- Ti ha lasciata sola, a San Valentino, per una partita?
- E che sarà mai Ceci… Alex sta allo stadio.
- Sì Marta ma tu detesti San Valentino. Ariel l'adora, e di tutti quei cessi di uomini che ha avuto finora ce ne fosse stato uno che gliel'ha fatto passare in maniera decente. Ma ti ricordi l'anno scorso, Ari? Ci hai chiamate disperata perché Leo aveva fatto una scenata al cameriere, e ti aveva portata via dal ristorante.
- Non mi ci fate pensare.
- E quell'anno che Fabrizio ti ha portata a cena con le coppie di amici suoi?
- Una rottura colossale. Ma almeno ci ha provato.
- Sì ma sei sopravvissuta solo grazie al vino.
- Verissimo. Cin cin! A lui, che non ci lascia mai sole!
- Al vino!
Dopo aver fatto tintinnare i bicchieri, le amiche erano ripartite alla carica:
- Scusa Ariel, ma tu non lo ha ricordato a Massimo che oggi era San Valentino? Magari gli era sfuggito…
- Infatti! È pur sempre un uomo!
- No, ragazze. All'inizio mi sono pentita di non averlo scritto sul primo messaggio... tipo: "Ehi buon San Valentino! Stasera cenetta romantica?"... Ma poi... ci ho ripensato. Se avesse risposto che è un giorno come un altro? Ci sarei rimasta anche peggio.
"Ragazze, il vostro Syrah!", le aveva interrotte le cameriera. "Grazie!", avevano risposto all'unisono, sollevate all'idea che quei bicchieri sarebbero rimasti ulteriormente vuoti solo per alcuni secondi.
Nel giro di poco, Massimo e la sua negligenza, erano finiti nel dimenticatoio.
Al principio della terza bottiglia, le ragazze erano brille, e ridevano come matte.
Era ora del momento amarcord.
Proprio Ariel, dopo aver brindato all'amicizia, forse per esorcizzare la delusione provata poche ore prima, aveva rotto il ghiaccio, iniziando a ricordare di un tipo che aveva conosciuto alcune estati prima.
- Dai ragazze, era quello bello ma tanto scemo... Parliamo di tipo cinque anni fa, oddio una vita…
- Io mi ricordo benissimo! Quello che era meglio andarci a letto... senza cena. Ihihihi. Perché non sapevi di cosa parlarci.
- Brava Marta, quello.
- E dove vi siete incontrati?
- Su Facebook, ovviamente.
- Ah, certo, ora sono tutti lì.
Le tre amiche a quel punto, avevano alzato i calici per un altro brindisi ed un altro giro sulla giostra dei ricordi.
Forse, una volta rientrata a casa da sola, l'euforia di Ariel si sarebbe tramutata in sbronza triste.
Ma per ora si stava divertendo, e tutto sommato pensava che per il futuro sarebbe stato sufficiente far capire a Massimo (o a colui che l'avrebbe sostituito) quanto lei ci tenesse alle ricorrenze.
Ce ne sarebbero stati, di San Valentino. Ma mai speciali come quello lì.
Tutti i contenuti presenti sul blog "scrivodacasa.blogspot.com" sono di proprietà di Ilaria Riccardi.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma.
È vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall'autore.
È permessa la condivisione tramite link ipertestuale.
Copyright © "scrivo da casa || racconti & spunti". Tutti i diritti riservati.
Commenti
Posta un commento