giorno 4

|| spunto 4 ||
Lo sport.
Se sei, come me, una persona che fa sport tutti i giorni o quasi - sai quanto sia importante per il tuo benessere psicofisico mantenere questa abitudine.
Mens sana in corpore sano.
Se, come me, disgraziatamente vivi in un appartamento che non è dotato di palestra (ma guarda te la sfiga di non essere ancora riuscita a fare i soldi), devi ingegnarti.
Dal canto mio, finché il decreto manterrà aperta la possibilità, continuerò a correre.
Altrimenti, cosa fare dentro casa? Camminare in tondo tipo zio Paperone?
Mumble mumble.
La soluzione è Youtube: è pieno di gente che vuol farci allenare.
Personalmente, trovo molto validi gli esercizi proposti da un simpatico tizio ed illustrati da una ragazza sempre sorridente. Trovi GAGbraccia, e un sacco di altri allenamenti. Vediamo se hai preso l'abitudine di aprire i miei link, per trovarli.
Sì, sono esercizi da femmina.
Lettore maschio, condividi con me la tua esperienza, così che io possa suggerire qualcosa.
Il mio coinquilino non muove un muscolo nemmeno in tempi normali, figuriamoci quand'è chiuso in casa.

|| racconto 4 ||
(datato 2004 circa)
Fine di una storia.
Era impossibile, o almeno lo sembrava. Invece poi come spesso accade era successo.
Il problema o il fatto, è che, come diceva una vecchia canzone, "col tempo cambia tutto e cambiamo anche noi". Era andata esattamente così tra loro: sembravano fatti per camminare assieme, invece niente. Non c'era voluto mica chissà che, perché non è detto che ci voglia qualcosa di speciale per rompere un sodalizio anche forte, un rapporto intenso. Una sera s'erano ritrovati di fronte al divano, a casa di lui, senza niente da dirsi. Niente più passi da fare assieme. Così lei era uscita da sola. S'era detta che la vita sarebbe continuata lo stesso anche senza di Loro. Il tempo sarebbe passato lo stesso. Tanto nessuna di quelle cose che si stava lasciando dietro sarebbero mai tornate. Non uguali. Non con lui. Non con lei.
Sapeva che non era vero che il tempo sarebbe trascorso lo stesso, perché non sarebbe trascorso allo stesso modo. Avrebbe tirato avanti. Ma tra tirare avanti bene e tirare avanti e basta, c'era una sostanziale differenza. Ma era meglio così, no? Stupido provarci ancora, quando un rapporto finisce, finisce.
La verità è che non si dava pace, perché aveva sacrificato corpo e anima in quell'impegno. E lui? S'era impegnato lui? Com'erano arrivati a non avere più niente da dirsi?
Ma come mai le sue storie finivano tutte così? 
O peggio.
Le era stato detto di tutto, gli uomini sanno essere tanto fantasiosi quando vogliono scaricarti. 
"Sai non posso stare con te, sei troppo una brava ragazza, io sono uno pessimo". Davvero mi lasci con questa banalità?
"Sai non possiamo continuare a vederci, se m'innamoro di te mi precludo di innamorarmi di tutte le altre che potrei incontrare in futuro". Geniale, davvero, chi ti scrive le battute, Woody Allen?
"Sai tu sei una bambola, sei bellissima, mi chiedo ancora come mai mi stai lasciando il tuo numero". E poi non aveva più chiamato.
"Sai, io sono solo una tua conquista, tu sei una che spezza i cuori, eh?". E poi, tu, l’hai rivisto?
"Sai, io la vorrei una storia con te ma sono alla ricerca di basi nella mia vita, prima". Ma hai 40 anni!
"Ti vedo troppo coinvolta, non vorrei spezzarti il cuore". Madonnina che altruismo, sono commossa.
Ad ogni rottura le migliori scuse degli uomini le tornavano in testa. Ci avrebbe potuto scrivere un libro, tra un po'.
Forse non li sapeva scegliere. Forse si comportava male lei senza accorgersene. Forse sbagliava le tattiche. O non li pescava nella fase romantica.
E ora cosa sarebbe successo? Sarebbe finita a scrivere la posta del cuore su qualche noto settimanale? Con le illustrazioni rosa e rosse, risposte preconfezionate da trattato di sociologia un tanto al chilo o rubate qua e là dalle vecchie letture dei romanzi Armony della nonna. Per risolvere le delicate questioni di chi, più frustrato di lei, si sarebbe rivolto addirittura ad un giornale, a una persona di carta, per trovare un consiglio?
Ma no, le rubriche del cuore sono una truffa. Tutti le leggono perché un sacco di riviste le pubblicano, ma non possono essere vere, dai. 
Sono scritte troppo bene, alcune lettere.
Però la posta del cuore è come l'oroscopo e Il Grande Fratello: non sarebbero ovunque se davvero tutta la gente che dice di non sfiorarli nemmeno con la coda dell'occhio, fosse sincera.
Tutto sommato, dopo l'ennesima rottura, una carriera da sceneggiatrice per una posta del cuore qualsiasi, non le sembrava un'idea così pessima.

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