giorno 32
|| spunto 32 ||
Oggi niente spunto, perché ho cercato tutto il tuo pomeriggio le uova di Pasqua e una colomba: ho trovato solo le prime, meglio di niente.
A domani!
|| racconto 32 ||
(datato anno 2004)
Flaminia è da sempre una che non si lascia prendere facilmente dal panico. Più che altro perché non ne ha quasi mai motivo, non interagendo molto con l'umanità. Sua madre invece, che vive nel mondo, ne ha spesso tante di ragioni. E non di rado viene presa e portata via chissà dove dalle sue crisi.
Però, andare dal panettiere ha scosso Flaminia, che si sente turbata.
Nel sedersi sul letto, arrivata la sera, si sente differente dal solito: ha il cuore più leggero, ma anche un po' segnato.
Non avendo i mezzi per gestire la faccenda, accende una candela profumata alla fragola e poi la guarda intensamente, fino a farsi salire le lacrime. Dopo aver pianto un po', si sente sempre molto meglio. La sua tecnica, per quando ha qualcosa di strano dentro, è piangere. Se non riesce a piangere, evoca le lacrime. Perché con gli anni ha imparato che, se si mette a dormire e basta, la mattina dopo si sveglia col magone. E poi non riesce a lavorare, cosa che non le piace affatto.
Piange ancora, quando ha inizio il consueto concerto serale.
Flavio vive così da sempre, in quella casa nel quartiere vecchio, ormai assuefatto al rumore vuoto del giorno e al silenzio pieno della notte. In campagna, anche se non lo ricorda, era il contrario: il rumore del giorno era pieno (trattori, insetti, animali, voci), e il silenzio della notte era vuoto – quant'era vuota la notte nei campi.
Flavio suona tutto il giorno, ma solo la sera toglie la sordina.
La mattina presto passeggia e fa compere, perché gli piace quell'aria che si respira nelle prime ore del dì. Fresca o fredda a seconda delle stagioni. Abbastanza pura. E quella frenesia che c'è in quelle ore: le persone sembrano più vive, gli occhi più attenti a trovare la strada della giornata, quasi dipendesse la vita intera da quelle prime ore.
Merito mio.
Non ha mai un sentimento, Flavio. Comporre musica lo vaccina dalla vita.
Gli Allevailgallo non avevano potuto fare niente: la discoteca Il Fienile, quella sera, sarebbe stata inaugurata.
E pensare che quel giorno in cui il contadino aveva finito di riordinarlo, quando l'arpa non c'era più, il gatto (che era vivo) nemmeno, le cacche e la paglia e tutto il resto erano stati anche loro fatti fuori, l'edificio era tornato un fienile pronto all'uso. Funzione per cui, per tanti anni a venire, era stato utilizzato.
Un'estate molto calda, i due coniugi avevano deciso che non ce la facevano più, e che avrebbero lasciato il fienile alla nipote, laureata in architettura.
Un'estate molto calda, i due coniugi avevano deciso che non ce la facevano più, e che avrebbero lasciato il fienile alla nipote, laureata in architettura.
La ragazza aveva così deciso di modificare la struttura portante e tutta la confezione del fienile. Innanzitutto lo voleva bianco. Bianco latte. E poi lo voleva gotico.
A settembre dell'anno successivo il fienile gotico esisteva.
Il fidanzato della nipote, mai laureato e però ricco poiché lungimirante, aveva così fatto una bella offerta economica ai nonni della ragazza per rilevare tutta la proprietà: dopodiché, era diventata gotica anche la fattoria.
Quella sera, l'inaugurazione avrebbe lanciato il locale di moda dell'anno: lo stile gotico-country, una novità assoluta e non convenzionale, avrebbe attirato schiere di giovani da tutta la provincia, e se ne sarebbero scritti articoli sui maggiori giornali di eventi e non.
Pentagramma racconta.
"Flavio e Flaminia, alla fine, si incontrano.
Flaminia mi stava dando la mia scatoletta di rito, e però piangeva. Così ho iniziato a miagolare tanto forte da farmi venire male alla gola, e soprattutto da farmi sentire dal mio padrone. Lui è sceso subito in strada. Io ero davvero stufo di vedere piangere Flaminia: è più forte di me, chi sta male mi dà fastidio.
Si sono visti e lui le ha domandato: Cosa c'è che non va?, Cosa c'è che non va dici?, ha risposto lei, Tutto non va a cominciare da me, e dal fatto che tu mi abbia rivolto la parola come il panettiere stamattina, io mica posso reggerli due confronti in un giorno solo.
Flavio ha sorriso, e pensato che Flaminia fosse davvero graziosa: gli sarebbe piaciuto portarsela in casa e sistemarla sul pianoforte, solo per poterla guardare. Una donna suppellettile.
Va bene, vieni con me, la prende per mano e la porta a casa sua - anzi nostra. La ragazza, che legge molto per lavoro e prevalentemente romanzi, sa che di solito un ragazzo che porta una ragazza con sé in una stanza, ha un buon motivo per farlo. E la lei coinvolta in quella manovra ne ha uno altrettanto forte per scappare. Scappare ma farsi riprendere, perché quello è il gioco. Le vengono in mente Tancredi e Angela quando si rincorrono nelle stanze disabitate del castello.
Che delusione scoprire che casa di Flavio è un bilocale: dove sarebbe scappata?
Si sono visti e lui le ha domandato: Cosa c'è che non va?, Cosa c'è che non va dici?, ha risposto lei, Tutto non va a cominciare da me, e dal fatto che tu mi abbia rivolto la parola come il panettiere stamattina, io mica posso reggerli due confronti in un giorno solo.
Flavio ha sorriso, e pensato che Flaminia fosse davvero graziosa: gli sarebbe piaciuto portarsela in casa e sistemarla sul pianoforte, solo per poterla guardare. Una donna suppellettile.
Va bene, vieni con me, la prende per mano e la porta a casa sua - anzi nostra. La ragazza, che legge molto per lavoro e prevalentemente romanzi, sa che di solito un ragazzo che porta una ragazza con sé in una stanza, ha un buon motivo per farlo. E la lei coinvolta in quella manovra ne ha uno altrettanto forte per scappare. Scappare ma farsi riprendere, perché quello è il gioco. Le vengono in mente Tancredi e Angela quando si rincorrono nelle stanze disabitate del castello.
Che delusione scoprire che casa di Flavio è un bilocale: dove sarebbe scappata?
Se vuoi farti una doccia devi usare uno dei miei accappatoi, la informa lui. Flaminia non ricorda di aver mai letto nulla di simile e, spaesata, si fa effettivamente una doccia e si infila nell'accappatoio giallo.
Con i capelli tutti bagnati, esce dal bagno e guarda Flavio con tenerezza. Si abbracciano.
E questo è il momento in cui io esco in balcone, ma credo che stiano facendo l'amore sulla coda del pianoforte.
Con i capelli tutti bagnati, esce dal bagno e guarda Flavio con tenerezza. Si abbracciano.
E questo è il momento in cui io esco in balcone, ma credo che stiano facendo l'amore sulla coda del pianoforte.
Finalmente avrò un nome solo!"
Sarebbero andati a vivere a casa di Flaminia, ben più grande di quella di Flavio.
Avrebbero iniziato anche a uscire, di tanto in tanto.
Avrebbero iniziato anche a uscire, di tanto in tanto.
Lei avrebbe continuato a tradurre, lui a comporre.
Insomma, ne sarebbe risultato che erano davvero fatti l'uno per l'altra.
"Perché proprio il musicista? Voglio dire, ok l'arte, è evidente che tu sei un artista, hai tutto dell'artista: quella tristezza un po' così, la tendenza a non saper esattamente fare nulla senza combinare un piccolo casino, l'occhio perso dietro la vibrazione d'un filo d'erba per quel discorso che le piccole cose non le grandi ti ispirano... Ma perché non la pittura? La scultura? La scrittura? La fotografia o il cinema?"
Insomma, ne sarebbe risultato che erano davvero fatti l'uno per l'altra.
"Perché proprio il musicista? Voglio dire, ok l'arte, è evidente che tu sei un artista, hai tutto dell'artista: quella tristezza un po' così, la tendenza a non saper esattamente fare nulla senza combinare un piccolo casino, l'occhio perso dietro la vibrazione d'un filo d'erba per quel discorso che le piccole cose non le grandi ti ispirano... Ma perché non la pittura? La scultura? La scrittura? La fotografia o il cinema?"
Flavio ci pensa e ripensa. Sta tutto il giorno a pensarci. Un giorno intero senza toccare il piano. Certo che pensare è veramente deleterio; pensando ci si concentra sull'astratto e non si fa nient'altro. È una magia. Anzi, una maledizione. Non avrebbe dovuto farsi più coinvolgere da Flaminia in quella sua losca mania di pensare.
Si siede al pianoforte e suona un pezzo nuovo, appena composto.
"Cos'era?", domanda Flaminia.
"La risposta alla tua domanda: era una cosa che prima non c'era."
"Non ho capito...", lei lo guarda perplessa.
"Vedi, cara, io ho scelto la musica perché è l'unica arte che crea dal nulla qualcosa che prima non esisteva. Quella cosa là, prima che io la suonassi, non c'era da nessuna parte. Una zattera c'è in un quadro ma c'è pure prima. Un tramonto c'è in una poesia ma c'è pure prima. Tu stessa ci sei prima delle fotografie che ti ritraggono.
Si siede al pianoforte e suona un pezzo nuovo, appena composto.
"Cos'era?", domanda Flaminia.
"La risposta alla tua domanda: era una cosa che prima non c'era."
"Non ho capito...", lei lo guarda perplessa.
"Vedi, cara, io ho scelto la musica perché è l'unica arte che crea dal nulla qualcosa che prima non esisteva. Quella cosa là, prima che io la suonassi, non c'era da nessuna parte. Una zattera c'è in un quadro ma c'è pure prima. Un tramonto c'è in una poesia ma c'è pure prima. Tu stessa ci sei prima delle fotografie che ti ritraggono.
Questa musica, prima, non c'era.
Per questo, suono".
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